Stop alla spesa sleale con la black list del carrello

Stop alla spesa sleale con la prima black list del carrello contro i sistemi di etichettatura nutrizionale fuorvianti, come quello a semaforo, ma che colpisce anche speculazioni, delocalizzazioni, ritardati pagamenti e vendite sottocosto tutelando agricoltori e consumatori. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per l’approvazione da parte della Commissione Agricoltura del Parlamento Europea della nuova legge europea contro le pratiche commerciali sleali nei rapporti tra le imprese nella filiera alimentare. Il testo, presentato dall’on. Paolo De Castro e approvato a larghissima maggioranza, istituisce di fatto – precisa Coldiretti – una base normativa minima comune a livello Ue a cui dovranno far riferimento tutti gli operatori della filiera agroalimentare e che potrà essere affiancata o integrata dalle misure nazionali.

Tra le novità più rilevanti – spiega Coldiretti – si introduce il principio tra le pratiche sleali da vietare su tutto il territorio dell’Unione l’utilizzo di sistemi di etichettatura nutrizionale fuorvianti, come nel caso del semaforo adottato in Gran Bretagna che finisce per escludere nella dieta alimenti sani e naturali come l’olio di oliva che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta.

Un passo in avanti positivo contro sistemi troppo semplificati che cercano di condizionare in modo ingannevole la scelta del consumatore – ha affermato il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – mettendo in pericolo la salute dei cittadini ma anche il sistema produttivo di qualità del Made in Italy . La lista nera – continua Coldiretti – colpisce anche i ritardi nei pagamenti effettuati oltre 30 giorni per prodotti agricoli e alimentari deperibili e oltre 60 giorni per prodotti non deperibili, a partire dall’ultimo giorno del mese in cui è stata ricevuta la fattura o il giorno di consegna concordato. Vietata anche la cancellazione unilaterale di un ordine di prodotti deperibili a meno di 60 giorni dalla data di consegna concordata e le vendite sottocosto, se non concordate in anticipo, che vengono equiparate anch’esse a pratiche sleali. Sono inoltre introdotte norme positive in materia di contrattualizzazione collettiva quale strumento di garanzia per tutte le parti coinvolte nella filiera e i produttori avranno il diritto di richiedere un contratto di fornitura scritto.

Per la tutela delle forme di impresa organizzata, vengono salvaguardate le disposizioni relative ai termini di pagamento, lo speciale rapporto tra il socio e la propria cooperativa. Le organizzazioni di rappresentanza degli agricoltori potranno – aggiunge Coldiretti – presentare, per conto del produttore, una denuncia all’Autorità di contrasto ed essere coinvolte nel procedimento. Gli stessi vincoli saranno estesi inoltre – rileva la Coldiretti – agli acquirenti al di fuori dell’Unione, per evitare che gli operatori che acquistano prodotti sul mercato comunitario possano eludere le disposizioni della direttiva semplicemente trasferendo il loro luogo di stabilimento al di fuori dell’Ue, pena sanzioni. Il progetto legislativo – conclude la Coldiretti – passa ora all’esame del Consiglio con l’obiettivo di raggiungere un accordo definitivo entro la fine dell’anno.

Con +11,4% è record per il prezzo del gasolio

In un paese come l’Italia dove l`88 per cento dei trasporti commerciali avviene su gomma l’aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti nel commentare l’aumento dell’11,4% annuo del prezzo del gasolio che ha raggiunto 1,531 euro al litro dopo aver raggiunto a settembre la quotazione mensile massima dal 2015.

Un andamento analogo a quello della benzina che ha toccato in modalità self service i 1,652 euro al litro dopo aver raggiunto in media a settembre il record del quadriennio. A subire gli effetti del caro benzina sono gli alimentari con ogni pasto che – sottolinea la Coldiretti – percorre in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole. L’aumento medio dei prezzi alimentari – precisa la Coldiretti – è infatti è risultato superiore del 27% rispetto alla media dell’inflazione pari a 1,5% a settembre secondo l’Istat. Si tratta – continua la Coldiretti – del risultato dell’andamento dei prezzi del petrolio spinti dalle tensioni internazionali a partire dalle difficili relazioni tra Stati Uniti e Iran che rappresenta una minaccia anche per la ripresa della crescita in Italia. Gli effetti dei costi energetici pesano sui conti delle famiglie ma anche delle imprese e rende più onerosa la produzione.

L’aumento della spesa energetica ha un doppio effetto negativo perché – sottolinea la Coldiretti – riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare con l’arrivo dell’autunno. Il costo dell’energia – continua la Coldiretti – si riflette infatti in tutta la filiera e riguarda sia le attività agricole ma anche la trasformazione e distribuzione. Nelle campagne oltre all’aumento dei costi per il movimento delle macchine come i trattori, il caro petrolio colpisce soprattutto – conclude la Coldiretti – le attività agricole che utilizzano il carburante per il riscaldamento delle serre (fiori, ortaggi e funghi), di locali come le stalle, ma anche per l’essiccazione dei foraggi destinati all’alimentazione degli animali.