Prosecco il vino più stappato con 25% export

Il Prosecco è il vino italiano più conosciuto e più bevuto nel mondo con un aumento record delle esportazioni che è stato del 25% nel 2019 con la previsione di arrivare al valore di un miliardo a fine anno. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al primo bimestre nell’esprimere apprezzamento dopo che l’Icomos, l’organo consultivo dell’organizzazione Onu, che ha deciso di raccomandare le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene per l’iscrizione nella Lista dei Patrimoni Mondiali dell’Unesco.

Un risultato atteso che – sottolinea la Coldiretti –  riconosce l’importanza di un territorio dallo straordinario valore storico, culturale e paesaggistico in grado di esprimere una produzione che ha saputo conquistare apprezzamenti su scala mondiale. Delle 466 milioni di bottiglie Doc vendute lo scorso anno circa 2 su 3 sono state vendute all’estero dove la Gran Bretagna – continua la Coldiretti – è di gran lunga il Paese che ne consuma di più. La produzione – precisa la Coldiretti – è intimamente connessa con le caratteristiche del territorio e del meraviglioso paesaggio delle Colline del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene.

L’ Italia può contare su molti  “tesori” già  iscritti nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. L’elenco tricolore comprende  l’Opera dei pupi (iscritta nel 2008), il Canto a tenore (2008), la Dieta mediterranea (2010) l’Arte del violino a Cremona (2012), le macchine a spalla per la processione (2013) e la vite ad alberello di Pantelleria (2014), l’’arte dei pizzaiuoli napoletani (2017), la Falconeria, iniziativa cui l’Italia partecipa assieme ad altri 17 Paesi e dal nove,mbre 2018 l’“Arte dei muretti a secco” sulla base della candidatura avanzata dall’Italia con Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera. Accanto al patrimonio culturale immateriale, l’Unesco – conclude la Coldiretti – ha riconosciuto nel corso degli anni anche un elenco di siti, e proprio l’Italia è lo stato che ne vanta il maggior numero a livello mondiale.

Consumi, il taglio delle accise del 40% spinge le birre artigianali

Con il caldo arriva il taglio del 40% delle accise sulle produzioni dei microbirrifici a spingere l’aumento degli acquisti delle birre artigianali Made in Italy. E’ quanto annuncia la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per la firma da parte del Ministro dell’Economia Giovanni Tria del Decreto previsto dalla Legge di Bilancio 2019. Il provvedimento – sottolinea la Coldiretti – entrerà in vigore il giorno 1 Luglio 2019 e prevede una riduzione delle accise del 40% per chi produce fino a 10mila ettolitri/anno e si va a sommare all’ulteriore riduzione a 2,99 euro dell’accisa per ettolitro e per grado-Plato inserita con l’ultima Legge di Bilancio.

Un sostegno al consumo di una bevanda che – precisa la Coldiretti – riscuote un successo crescente in Italia dove si assiste ad una moltiplicazione di iniziative imprenditoriali con 862 birrifici artigianali, dei quali oltre il 90% beneficerà dell’agevolazione.

Si tratta di realtà molto spesso realizzate da giovani che sono i più attivi nel settore con profonde innovazioni che – continua la Coldiretti – vanno dalla certificazione dell’origine a chilometri zero al legame diretto con le aziende agricole ma anche la produzione di specialità altamente distintive o forme distributive innovative come i brewpub o i mercati degli agricoltori di Campagna Amica.

Nel 2018 – sottolinea la Coldiretti – il consumo di birra ha superato per la prima volta nella penisola i 20 milioni di ettolitri conquistando oltre la metà degli italiani. A rivoluzionare il settore è una domanda che – conclude la Coldiretti – è diventata negli anni sempre più raffinata e consapevole con una sempre maggiore attenzione per l’origine delle materie prime e la ricerca di varietà particolari con numerosi esempi di innovazione, dalla birra aromatizzata alla canapa a quella pugliese al carciofo di colore giallo paglierino ma c’è anche quella alle visciole, al radicchio rosso tardivo Igp o al riso.