Olio e pomodori dall’estero: il falso e l’accordo

Con gli arrivi di olio dalla Grecia che nel 2015 sono cresciuti del 634 per cento è positiva l’operazione condotta dall’Ispettorato repressione frodi (ICQRF) che ha portato alla scoperta di oltre 2.000 tonnellate di extravergine di oliva proveniente dal paese ellenico e della Spagna falsamente fatturato italiano, per un valore di oltre 13 mln. Ad affermarlo è la Coldiretti, sulla base dei dati Istat relativi ai primi dieci mesi, in occasione del blitz che vede otto persone indagate per frode agroalimentare e reati fiscali.
Il complesso sistema di frode – spiega la Coldiretti – prevedeva il ruolo di imprese “cartiere” pugliesi e calabresi che emettevano falsa documentazione attestante l’origine nazionale di olio extravergine di oliva, in realtà spagnolo e greco, che, attraverso triangolazioni documentali, arrivava agli imbottigliatori già designato come Made in Italy, pronto per il confezionamento e la distribuzione sul mercato.
L’operazione dell’Ispettorato conferma l’allarme lanciato dalla Coldiretti sul moltiplicarsi di frodi, con gli oli di oliva importati che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori italiani e dei consumatori. E una ulteriore spinta alle truffe – aggiunge Coldiretti- potrebbe venire dal via libera di un ulteriore contingente di 35mila tonnellate di olio tunisino a dazio zero approvato dalla Commissione internazionale del Parlamento Europeo.
“Diventa dunque ancora più urgente – afferma il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo – arrivare all’attuazione completa delle norme già varate con la legge salva olio “Mongiello”, la n. 9 del 2013, dai controlli per la valutazione organolettica ai regimi di importazione per verificare la qualità merceologica dei prodotti in entrata”. Un modo – evidenzia Coldiretti – per difendere dalle frodi il patrimonio di olio Made in Italy che quest’anno puo’ contare su una produzione in aumento rispetto ai risultati disastrosi dello scorso anno.
Il consiglio di Coldiretti è quello di guardare con più attenzione le etichette ed acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica. L’olio di oliva – conclude la Coldiretti – è un settore strategico del Made in Italy con circa 250 milioni di piante su 1,2 milioni di ettari coltivati, con un fatturato del settore stimato in 2 miliardi di euro e con un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate.

Pomodori dal Marocco

I prodotti base della dieta mediterranea Made in Italy sotto attacco con le importazioni di pomodoro dal Marocco in Europa che sono raddoppiate a gennaio rispetto allo stesso mese dello scorso anno superando i contingenti di importazione fissati dall’accordo tra Unione Europea e Marocco. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sulla base dei dati relativi alle importazioni di pomodori da mensa dal Marocco diffuse dall’associazione degli esportatori spagnoli Fepex per le prime due settimane.
L’accordo con il Marocco è fortemente contestato dai produttori agricoli perché nel paese africano è permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa ma anche perché le coltivazioni sono realizzate in condizioni di dumping sociale per il basso costo della manodopera. Tra l’altro, recentemente la Corte di Giustizia Europea ha deciso l’annullamento dell’accordo commerciale Ue-Marocco, che “danneggia il territorio del Sahara occidentale, dove abita il popolo saharawi”.
Coldiretti chiede che la Commissione attivi urgentemente le clausole di salvaguardia previste dall’accordo, vista la grave perturbazione di mercato creata dall’eccessivo aumento delle importazioni, che rischia di mettere in ginocchio territori, soprattutto in Sicilia e Puglia già minacciati dal possibile via libera all’accesso temporaneo supplementare sul mercato dell’Unione di 35mila tonnellate di olio d’oliva tunisino a dazio zero, per il 2016 e 2017.
L’Italia produce oltre un milione di tonnellate di pomodoro da mensa in pieno campo ed in serra, con la Sicilia leader di settore. Con le importazioni è aumentato il rischio di frodi con il pomodoro marocchino venduto come italiano e le quotazioni al produttore agricolo sono crollate del 43,7% nella prima settimana di gennaio su livelli insostenibili secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.