Nel IV trimestre turismo e alimentare riprendono slancio

La ripresa dell’occupazione sembra partire da quei settori che più interpretano l’immagine che dell’Italia si ha nel mondo. Uno fra tutti: l’industria del turismo e della ricettività che, beneficiando soprattutto del sostegno della domanda internazionale, si è preparata negli ultimi tre mesi dell’anno ad affrontare la stagione turistica invernale, prevedendo di assumere 2.300 dipendenti in più rispetto all’ultimo trimestre del 2012 (il 60% dei quali a carattere stagionale, come tipico del settore). E’ quanto evidenzia il Sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e Ministero del lavoro sulla base delle previsioni di assunzione formulate dalle imprese dell’industria e dei servizi per il IV trimestre 2013. Sempre considerando i contratti di lavoro subordinato (stagionale e non stagionale) che le imprese erano intenzionate a stipulare negli ultimi tre mesi dell’anno (complessivamente poco più di 121mila), altri due settori presentano (finalmente) un saldo attivo anche se di piccolissima entità: l’industria alimentare, alle prese con il tradizionale tour de force natalizio (+300 le entrate di personale stagionale previste tra ottobre e dicembre 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012) e l’industria estrattiva e di lavorazione dei materiali non metalliferi (+300 unità anche in questo caso).
Considerando tutte le imprese dell’industria e dei servizi e tutte le tipologie contrattuali, la rilevazione trimestrale di Excelsior evidenzia un rallentamento della caduta dell’occupazione nel trimestre finale dell’anno. Complice la fisiologica contrazione dei contratti stagionali dopo il periodo estivo e la consuetudine delle imprese a stipulare buona parte dei nuovi rapporti di lavoro o di collaborazione col nuovo anno, le entrate totali di personale dipendente e non dipendente previste tra ottobre e dicembre saranno 164mila unità, il valore più basso dall’inizio del 2013. Ammontano, invece, a 310.500 le uscite previste, con un conseguente saldo negativo di 146mila unità. Ancora tanti, quindi, i posti di lavoro che andranno persi (l’occupazione si ridurrà rispetto allo stesso periodo del 2012 del 13,4%), ma decisamente meno degli altri trimestri dell’anno (quando si è sfiorato il -20%). A ciò si aggiunge una serie di elementi positivi ulteriori: la progressiva tendenza all’inserimento in pianta organica del personale (le assunzioni dirette si riducono, in termini tendenziali, “solo” del 7,5% mentre i contratti atipici – interinali, co.co.pro e altri non dipendenti – registreranno una flessione del -26,2%); l’aumento della quota di imprese che assumeranno (passate dal 4,4% della fine del 2012 al 5,9% del quarto trimestre 2013); l’incremento dell’incidenza dei contratti dell’industria sul totale dei rapporti di lavoro attivati.

L’andamento dei contratti

Le 164mila entrate previste dalle imprese dell’industria e dei servizi tra ottobre e dicembre 2013 riguarderanno 140.400 lavoratori subordinati. Di questi, 29.300 avranno un contratto a tempo indeterminato, 8.600 di apprendistato, oltre 102mila i contratti a termine, di cui 40.900 contratti stagionali e 19.200 interinali. Combinando entrate e uscite previste nel trimestre, il saldo sarà negativo per tutte le tipologie contrattuali: -124.200 i lavoratori stagionali e non stagionali, -9.900 gli interinali, circa 11mila in meno i collaboratori con contratto a progetto e -1.300 gli altri lavoratori non alle dipendenze.
In considerazione del calo ancora consistente della domanda di lavoro delle imprese (oltre 25mila in meno le assunzioni preventivate nel IV trimestre 2013, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), almeno due fenomeni possono essere interpretati in chiave positiva. In primo luogo, la riduzione relativamente meno consistente delle assunzioni dirette (non stagionali e stagionali) rispetto a quelle interinali e, soprattutto, alle diverse forme di lavoro “autonomo”. Le prime, infatti, si riducono del 7,5% rispetto allo scorso anno mentre gli interinali del 14,3% e le forme contrattuali autonome del 33,7% (dinamica, questa, che comporta un aumento sensibile dell’incidenza dei contratti di lavoro subordinato rispetto alle altre tipologie di entrata). Il secondo aspetto riguarda il gradimento che le imprese sembrano dimostrare per le assunzioni con contratto a termine cosiddette “acausali”, introdotte dalla recente riforma del mercato del lavoro. Queste ultime, infatti (circa 13.300 nel trimestre finale del 2013), risultano in crescita di quasi 10 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2012.

Andamento settoriale: rallenta la contrazione dell’occupazione dell’industria

Ammontano a 48.200 le entrate previste dalle imprese industriali e a quasi 116mila quelle messe in cantiere dalle imprese dei servizi. Rispetto al 3° trimestre, i lavoratori in ingresso saranno in aumento nell’industria (+7,6%, pari a 3.400 posti di lavoro), in calo invece nei servizi (-16,3%, pari a -22.600 unità). La crescita congiunturale della domanda proveniente dal settore industriale non basta, comunque, a portare in positivo il saldo tra entrate e uscite del comparto, che resta negativo per 42mila unità. Sarà invece di -104mila lavoratori il saldo nel settore terziario che, dopo il periodo estivo, “sconta” la forte riduzione delle assunzioni stagionali (oltre 14 mila in meno rispetto al trimestre precedente).

Il territorio: 28mila assunzioni nel Mezzogiorno, 37mila nel Nord-Est

Le diverse “velocità” dell’Italia emergono anche in questo aggiornamento del Sistema informativo Excelsior. Considerando le 121mila assunzioni di lavoratori subordinati (esclusi gli interinali), il maggior numero di assunzioni interesserà le imprese settentrionali: 35.300 quelle del Nord Ovest, 37mila quelle del Nord Est. Meno intensa, invece, la richiesta proveniente dalle imprese del Centro (20.500 le assunzioni previste) e del Mezzogiorno (28.200). I saldi (fra entrate e uscite di lavoratori subordinati esclusi sempre gli interinali) resteranno tutti negativi, ma la riduzione occupazionale più intensa interesserà il Mezzogiorno (circa 49mila i posti di lavoro in meno pari al -2%). A seguire il Centro (-28.500, -1,2%), quindi il Nord Est (-26mila, -0,9%) e il Nord Ovest (-21mila, -0,5%). Delle regioni solo il Trentino Alto Adige avrà un saldo positivo (+400, pari allo +0,2%) per effetto essenzialmente delle assunzioni a carattere stagionale. Nessuna variazione è attesa invece in Valle d’Aosta. Saldi negativi ma contenuti per Lombardia (-0,4%) e Piemonte (-0,5%). Sul fronte opposto, da segnalare la consistente riduzione occupazionale attesa per la Sardegna (-3,1%, pari a 6.700 posti di lavoro in meno), per la Campania (-2,3% pari a 16mila unità in meno) e per la Calabria (-2,2% con una riduzione di 3.800 posti di lavoro).

Le professioni con maggiori possibilità di inserimento nel IV trimestre

Nel contesto di una domanda di lavoro che continua a indebolirsi, una ripresa più che discreta, anche se di natura stagionale, riguarderà le assunzioni di figure operaie, che rispetto al trimestre precedente aumentano di quasi 4.300 unità (+16,7%). Più contenuto, l’aumento delle assunzioni di figure impiegatizie, previste in aumento di circa 300 unità (+1,8%). Per le professioni dirigenziali, impiegatizie e tecniche di alto livello, così come per le professioni del commercio e dei servizi, si prevedono invece variazioni nell’ordine del -25%. Meno accentuato, ma comunque rilevante, il calo atteso per le professioni non qualificate (-17%). Differenze di andamento meno accentuate si osservano invece confrontando le previsioni attuali con quelle per il 4° trimestre dello scorso anno, dal -6,8% per le professioni non qualificate al -15,7% di quelle di livello più elevato (dirigenziali, impiegatizie e tecniche di alta professionalità). Fanno eccezione le professioni degli impiegati d’ufficio, le cui assunzioni previste fra ottobre e dicembre sono il 17,2% in più di quelle previste nello stesso periodo del 2012. Più in dettaglio, nel 4° trimestre si prevedono, rispetto al precedente, quasi 3 mila assunzioni in più di commessi e altro personale degli esercizi commerciali, oltre 2.500 operai metalmeccanici in più, quasi 1.700 conduttori di mezzi di trasporto in più, quasi 900 persone non qualificate nella logistica e nei trasporti in più e circa altrettante per lavori di segreteria.