Coop torinesi: stabilità e fiducia per il futuro

Presentati i dati raccolti per la prima volta da Camera di commercio di Torino, insieme a Legacoop Piemonte e Confcooperative Piemonte Nord, per un’analisi sullo stato di salute e sul clima di fiducia del sistema torinese della cooperazione.

Il lavoro presentato oggi nasce dalla volontà di analizzare, con le associazioni di categoria, dati camerali e risultati di specifiche indagini, per fornire informazioni aggiornate e puntuali sull’andamento del tessuto imprenditoriale torinese – afferma Vincenzo Ilotte, Presidente dell’ente camerale torinese, spiegando la genesi dell’indagine. – Le cooperative torinesi sono 2.847, impiegano più di 46mila addetti e realizzano complessivamente un fatturato di oltre 3 miliardi di euro. Un universo di realtà particolarmente longeve, che hanno tenuto bene anche durante la crisi: ben il 9% è nato prima del 1970 e il tasso di crescita in questi anni si è sempre mantenuto positivo e superiore a quello del resto delle imprese del territorio. Anche le previsioni per il 2017 indicano una sostanziale tenuta in termini sia di fatturato sia di occupazione. Come Camera di commercio di Torino continueremo a monitorare questo settore e tutto l’ambito dell’economia civile, grazie al nostro nuovo Comitato per l’imprenditorialità sociale, da poco insediato, che vedrà lavorare insieme rappresentanti del mondo cooperativistico e del volontariato, degli atenei torinesi e dei sindacati.

Secondo Giancarlo Gonella, Presidente di Legacoop Piemonte: “Le imprese cooperative anche in Piemonte, e anche in questi anni di crisi, hanno saputo rispondere con la difesa dell’occupazione e con la presenza in tutti i settori dell’economia piemontese alle sfide imposte dal mercato. Anche la fiducia nello strumento cooperativo come risposta ai propri bisogni di lavoro è confermata dal numero delle nuove imprese cooperative che tante ragazze e tanti ragazzi scelgono come strumento per le loro aspettative di futuro”.

La cooperazione, pur in una fase di stagnazione complessiva del mercato, dimostra capacità di tenuta e di essere uno strumento in grado di creare sviluppo sia sui mercati maturi sia su quelli in evoluzione e innovativi – ha confermato Gianni Gallo, Presidente di Confcooperative Piemonte Nord. – Le nuove prospettive per la cooperazione agroalimentare, lo sviluppo delle cooperative operanti nel settore delle tecnologie e del sanitario fanno ben sperare in una crescita che saprà coniugare tradizione e futuro.

I numeri del settore

Sono 2.847 le società cooperative torinesi, il 2% del totale in Italia. Nel 2015 hanno impiegato oltre 46mila addetti e generato un fatturato superiore ai 3 miliardi di euro. A contribuire maggiormente alla creazione del valore, le cooperative dell’industria, dei servizi alle imprese e alle persone.
Pur rappresentando solo una piccola parte del tessuto imprenditoriale torinese (l’1,3%), hanno manifestato nel 2015 un migliore tasso di crescita (al netto delle cessazioni d’ufficio) (+0,21%), rispetto al +0,02% del totale. Non solo. Rispetto alle altre imprese del territorio, le cooperative mostrano una maggiore longevità: il 9%, infatti, si è iscritto nei registri camerali prima del 1970, a fronte del 2% del resto del tessuto imprenditoriale. Appare, invece, più bassa la quota percentuale di cooperative che ha iniziato la sua attività in tempi più recenti, in particolare fra il 1990 e il 1999 (il 16% a fronte del 22%).
Se si guarda all’andamento durante gli anni della crisi e si valutano le medie triennali del settore, si evidenzia come i tassi di crescita delle cooperative, pur in calo rispetto al periodo pre–crisi (2007 – 2009), si siano mantenuti sempre positivi nel 2010-2012 e nel 2013-2015 e sempre più alti rispetto alle altre forme d’impresa torinesi.
Nei primi 9 mesi del 2016 le società cooperative scendono, raggiungendo quota 2.775 e il tasso di crescita (al netto delle cessazioni d’ufficio), in questa porzione di anno diventa negativo (-0,35%), ma sempre migliore rispetto alla media delle altre imprese (-0,51%).
I settori di attività – Sono i servizi alle imprese (46,6% del totale) e i servizi alle persone (il 16,2%) ad impegnare il maggior numero di cooperative a fine settembre 2016. Rispetto al terzo trimestre del 2015, i settori più dinamici si dimostrano il turismo (+6,6%, il 2,3% del totale) e il commercio (+1,3%, il 5,8%). A registrare una flessione, soprattutto i comparti dell’edilizia (-3,8%) e l’industria (-2,7%).

Le dimensioni

La maggior parte delle cooperative sono micro imprese (73%). Rispetto al resto del tessuto imprenditoriale torinese, però, le società cooperative al loro interno evidenziano una maggiore presenza di piccole imprese (da 10 a 49 addetti) (il 20% a fronte del 3,6%) e di medie imprese (fra 50 e 249 addetti) pari al 6% rispetto allo 0,5%.
La localizzazione – Il 61% delle società cooperative ha sede a Torino. A seguire, le zone con maggiore presenza sono l’Area Metropolitana Ovest, che ospita il 7% delle imprese e l’area Sud con il 6%. Negli ultimi mesi sono stati il Chierese – Carmagnolese, il Ciriacese e l’Area Metropolitana Ovest a mostrare una crescita più sostenuta del numero di coop sul proprio territorio.

La struttura economica-finanziaria

Una lettura dello stato di salute del sistema torinese della cooperazione è stata condotta analizzando una serie di indici che riassumono la redditività, la gestione corrente e la solidità patrimoniale di un insieme di cooperative torinesi (331) con un fatturato superiore agli 800.000 euro e che hanno depositato il bilancio negli anni 2015 e 2014, ricavati dalla banca dati AIDA realizzata Bureau Van Dijk. Nel 2015 gli indicatori di redditività della gestione operativa e delle vendite risultano in crescita rispetto al 2014, a seguito del miglioramento del ciclo economico. Le cooperative, in linea con il dato dell’area torinese, evidenziano, nel caso di difficoltà finanziarie, una buona capacità di finanziamento con capitale proprio.

Il profilo degli occupati delle cooperative

Dai dati sugli occupati in oltre 600 cooperative torinesi iscritte a Legacoop Piemonte e Confcooperative Piemonte Nord, è stato possibile delineare un identikit degli addetti del mondo della cooperazione: il 71% risulta anche socio e le donne superano gli uomini (il 65% a fronte del 35%). Inoltre il 76% degli occupati è a tempo indeterminato.

Le aspettative per il 2017

Oltre alla lettura e all’analisi dei dati del Registro Imprese, la Camera di commercio di Torino, insieme a Legacoop Piemonte e Confcooperative Piemonte Nord, ha svolto tra ottobre e novembre 2016 un’indagine sul clima di fiducia delle imprese per il prossimo futuro, attraverso la somministrazione di un questionario online a 1.470 cooperative: con quasi 410 questionari raccolti, la redemption ha raggiunto quasi il 28%.
Il sentiment per il 2017 è per la maggioranza positivo: si traduce, infatti, in una previsione di stazionarietà del fatturato per il 46% delle cooperative o in un aumento del volume di affari per il 26,1%.
Guardando all’occupazione, il 60% delle cooperative non prevede né aumenti, ma nemmeno diminuzioni del personale nel nuovo anno: poco meno di 2 imprese su 10 dichiarano che potrebbero incrementare lievemente la loro forza lavoro nel 2017.
Da segnalare però che la dimensione di impresa è una fattore discriminante nell’ambito delle prospettive future: se da un lato il 54% delle grandi cooperative ha dichiarato di prevedere una stazionarietà del volume d’affari, dall’altro le micro e le piccole imprese manifestano una maggiore “sofferenza” nel 2017. In particolare, nelle piccole cooperative è più alta la percentuale di dichiarazioni di una diminuzione più o meno lieve del fatturato 2017 (il 34,1% contro il 27,6% del complesso) e dell’occupazione (il 25,3% contro il 21,9%).
Se si prendono in considerazione i settori di attività, più ottimiste appaiono le coop impegnate nel turismo e nei servizi alle persone, dove rispettivamente il 77,8% ed il 32% prevede un incremento del fatturato e un aumento occupazionale (33,3% e 23,7%). Al contrario, le cooperative dei servizi alle imprese e dell’edilizia manifestano un maggiore timore verso il 2017: il 31,6% delle imprese di servizi prevede un calo del giro d’affari più o meno marcato e dell’occupazione (il 25,8%); nelle costruzioni, il 27,3% prevede un calo del fatturato ed il 22,7% dell’occupazione.