Cina: +12% export vino made in Italy, ok lotta a falsi

Con le vendite del vino Made in Italy che sono cresciute in Cina del 12% in valore nel 2016 la lotta ai falsi è un segnale di svolta nella lotta alla contraffazione che trova terreno particolarmente fertile su web. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della firma dell’accordo del Governo italiano con Alibaba con il premier Matteo Renzi per promuovere le eccellenze agroalimentari del nostro Paese e combattere i falsi, sulla base dell’analisi su dati Istat relativi ai primi cinque mesi del 2016. Il vino – sottolinea la Coldiretti – è il prodotto agroalimentare italiano più presente in Cina e rappresenta in valore oltre ¼ delle esportazioni complessive del Made in Italy a tavola (27%).
Esistono tuttavia – continua la Coldiretti – ancora grandi opportunità di crescita in un Paese come il gigante asiatico che è diventato addirittura il principale consumatore mondiale di vino rosso davanti ad Italia e Francia. Peraltro a differenza di quanto avviene nei Paesi tradizionalmente produttori la domanda di vino dei cittadini cinesi continua a crescere ed ha raggiunto – precisa la Coldiretti – i 16 milioni di ettolitri nel 2015, 0,5 milioni di ettolitri in più rispetto all’anno precedente. Per questo è particolarmente importante la presenza italiana alla giornata del vino fissata per il 9/9 da Alibaba, il leader delle vendite in rete che purtroppo è uno dei canali ideali per la diffusione del falso Made in Italy, dalla vendita del Kressecco tedesco al Chianti californiano. Ma in vendita su Internet anche il kit per il vino liofilizzato “Fai da te” con false etichette dei migliori vini Made in Italy che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Verdicchio, Lambrusco o Montepulciano.
Il vino in polvere – precisa la Coldiretti – non è diffuso solo in Paesi extracomunitari ma può essere facilmente acquistato anche direttamente anche in alcuni Paesi dell’Unione Europea, dalla Gran Bretagna alla Svezia. La pirateria alimentare sul web non riguarda solo il vino ma anche salumi, formaggi, conserve e altri prodotti pregiati del Made in Italy. La contraffazione, la falsificazione e l’imitazione del Made in Italy alimentare nel mondo – il cosiddetto italian sounding – supera per fatturato i 60 miliardi di euro, con quasi due prodotti apparentemente italiani su tre in vendita sul mercato internazionale, secondo una analisi della Coldiretti.

Pil, con il +1,8% l’agricoltura salva la crescita

A sostenere il Pil in Italia contribuisce l’agricoltura che con +1,8% del valore aggiunto fa registrare l’aumento annuale più elevato con un tasso pari al triplo di quello dell’industria e più del doppio di quello dei servizi. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sull’andamento del Prodotto interno lordo nel secondo trimestre dal quale si evidenzia una variazione a prezzi di mercato dello 0,8% su base annua.
La crescita del settore agricolo conferma le enormi potenzialità del settore agricolo che ha enormi potenzialità ma deve combattere la pressione delle distorsioni di filiera e il flusso delle importazioni selvagge che fanno concorrenza sleale alla produzione nazionale perché vengono spacciati come Made in Italy per la mancanza di indicazione chiara sull’origine in etichetta. Nelle campagne è deflazione profonda con i prezzi crollati per raccolti e per gli allevamenti che non coprono più neanche i costi di produzione o dell’alimentazione del bestiame.
Il risultato è che oggi il grano duro per la pasta viene pagato anche 18 centesimi al chilo mentre quello tenero per il pane è sceso addirittura ai 16 centesimi al chilo, su valori che mettono a rischio il futuro del granaio Italia. Da pochi centesimi al chilo concessi agli agricoltori dipende la sopravvivenza della filiera più rappresentativa del Made in Italy mentre dal grano alla pasta i prezzi aumentano di circa del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400%.
A rischio è il futuro di prodotti simbolo del Made in Italy ma anche un sistema produttivo sostenibile che garantisce reddito e lavoro a centinaia di migliaia di famiglie e difende il territorio nazionale dall’abbandono, dal degrado e dalla desertificazione.