Arriva l’olio di oliva più costoso al mondo: 60 euro/litro

Arriva l’extravergine più costoso del mondo che si arriva a pagare anche oltre 60 euro al litro ed è ottenuto da una varietà molto rara, praticamente estinta di olive, la “Ghiacciola”, di cui sono rimaste pochissime piante nella zona di Brisighella in Romagna. È solo una delle curiosità esposte all’open space aperto dedicato al mondo dell’oro verde dalla Coldiretti in occasione della Giornata nazionale dell’extravergine italiano al Mandela Forum di Firenze in Toscana con diecimila agricoltori con i trattori che hanno lasciano le campagne per difendere il prodotto più rappresentativo della dieta mediterranea dalla concorrenza sleale, speculazioni, mancanza di trasparenza in etichetta, truffe e inganni, alla presenza del premier Matteo Renzi insieme al Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina con l’hashtag #salviamogliulivi.
L’ingegno contadino – sottolinea la Coldiretti – ha saputo nel tempo valorizzare il simbolo della dieta mediterranea diversificando un prodotto già molto apprezzato rendendolo ancora più gradito a moltissimi consumatori in cerca di novità. È il caso del primo olio spalmabile che si usa come fosse burro ed è ideale per chi soffre di intolleranza al lattosio, ma anche a chi sceglie una dieta vegetariana o vegana. Ma ci sono anche l’olio pret a porter contenuto in pratiche bag in box per mescerlo attraverso un comodo rubinetto ovunque durante un picnic, in camper o in casa, l’App salvatruffe che permette attraverso un qr code di conoscere tutta la storia delle piante, dal ramoscello all’extravergine prodotto, lo spray che consente di vaporizzare l’olio in modo da dosare perfettamente la quantità. Non mancano neppure le innovazioni nel campo del food dove – precisa la Coldiretti – per i più golosi sono state create delle ghiottonerie su misura, dal cioccolato spalmabile alla crema d’olio ai cioccolatini sino al liquore a base di olive ottenuto da una antica ricetta della nonna.
Per gli amanti del benessere – continua la Coldiretti – è nata una vasta gamma di cosmetici all’olio d’oliva che da sempre è una fonte inesauribile di salute per la pelle, dai saponi alle creme, dal latte detergente all’oliocacao per sostituire il burrocacao fino agli antiaging e agli scrub.
Per l’occasione la Coldiretti ha anche allestito una vera e propria mostra delle diverse varietà di cultivar italiane dal leccino alla taggiasca, dal moraiolo all’itrana e molte altre per esaltare la biodiversità dell’olio italiano contro l’omologazione degli oli stranieri. Sul piano tradizionale tra le novità che hanno fatto presa sul mercato ci sono gli oli monovarietali che – spiega la Coldiretti – sono extravergini ricavati da olive di un’unica varietà legata ad un determinato territorio dei quali porta i profumi e i sapori, alcuni intensi, altri leggeri e delicati; in alcuni prevale il piccante, in altri spicca il profumo di frutto fresco, di erba, carciofo, pomodoro. Un prodotto molto amato dai giapponesi e dai consumatori più esigenti disposti a pagare di più per avere diversi sapori da abbinare a determinati cibi piuttosto che con altri. Le olive – precisa la Coldiretti – non sono tutte uguali. In Italia ci sono 395 diverse varietà di olive iscritte ufficialmente nello Schedario Oleicolo Italiano, moltissime di queste varietà sono autoctone cioè non importate, ma molto radicate nel territorio di origine.
E proprio per guidare i consumatori nelle scelte – conclude la Coldiretti – è nato il tutor dell’olio che, attraverso degustazioni, offre preziosi consigli su come districarsi dalle trappole del mercato con diversi oli extravergini e aiutare i consumatori a riconoscere il vero extravergine, le diverse caratteristiche degli oli italiani lungo tutto lo stivale e il prezzo giusto.