Invasione dell’olio tunisino: rischio frodi

Con l’invasione storica di olio di oliva tunisino, che ha visto aumentare del 734 per cento le importazioni nel 2015, aumenta il rischio di frodi che allontanano i consumatori italiani e sporcano l’immagine del Made in Italy sui mercati internazionali. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare l’importanza di dare completa applicazione alle norme già varate con la legge salva olio, la n. 9 del 2013 e di accelerare il percorso del disegno di legge che reca le “nuove norme in materia di reati agroalimentari” elaborato dalla commissione presieduta da Gian Carlo Caselli, magistrato e presidente del comitato scientifico dell’osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.
“Di fronte al moltiplicarsi di frodi con le indagini che hanno coinvolto anche grandi gruppi, per olio di bassa qualità venduto come extravergine o quello straniero spacciato per italiano, bisogna stringere le maglie della legislazione per difendere un prodotto simbolo del Made in Italy e della dieta mediterranea” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “la produzione Made in Italy quest’anno può contare su una produzione da record dal punto di vista qualitativo pari a circa 299 mila tonnellate in aumento rispetto ai risultati disastrosi dello scorso anno”.
Una occasione per cogliere le opportunità a livello mondiale dove – conclude la Coldiretti – si registra un aumento costante del consumo di olio di oliva che ha fatto un balzo del 50 per cento negli ultimi 20 anni mentre, ma anche per invertire una tendenza negativa a livello nazionale che ha visto tagliare del 25 per cento negli ultimi dieci anni gli acquisti di olio di oliva che sono scesi a 9,2 chili all’anno, dietro la Spagna con 10,4 chili e la Grecia che con 16,3 chili domina la classifica.

-4,3% redditi agricoli UE ma in Italia +8,7%

Nell’anno di Expo il reddito reale per lavoratore degli agricoltori europei è diminuito del 4,3% ma in Italia si registra in netta controtendenza un aumento medio dell’8,7% anche se permangono aree di grave crisi, dal latte alla carne fino ai cereali, dove i ricavi non coprono neanche i costi di produzione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che domani sarà riunita in Assemblea Nazionale a Roma, su dati Eurostat relativi al 2015 dai quali si evidenzia che l’Italia batte nettamente la Germania che si trova al fondo della classifica europea con una riduzione record del 37,6% nei redditi agricoli.
Con un aumento record del 26,1% del reddito reale di chi lavora in agricoltura negli ultimi 5 anni), l’Italia -sottolinea Coldiretti – si classifica al primo posto a livello europeo mentre in fondo si posizionano la Germania (-35,3%) e la Finlandia (-53,7%) nel periodo 2010-2015. A condizionare i bilanci delle aziende agricole – precisa la Coldiretti – è anche il modello di sviluppo con risultati piu’ positivi per chi ha scelto di puntare sulla distintività e sulla multifunzionalità dell’agricoltura come l’Italia che è il paese leader in Europa per prodotti a denominazioni riconosciuti, imprese orientate al biologico ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%). Il modello produttivo dell’agricoltura italiana è campione anche nella produzione di valore aggiunto per ettaro che è più del doppio della media UE-27, il triplo del Regno Unito, il doppio di Spagna e Germania, e il 70% in più dei cugini francesi. Senza dimenticare il grande sforzo di rinnovamento dell’agricoltura italiana dove una impresa su tre è nata negli ultimi dieci anni con una decisa tendenza alla multifunzionalità, dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche le attività ricreative come la cura dell’orto e i corsi di cucina in campagna, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.
“Dall’analisi esce confermata la strategicità del settore agricolo a sostegno della ripresa del Paese ma anche la permanenza di grandi distorsioni con i prodotti ella terra sottopagati dove è presente un forte squilibrio del potere contrattuale dal campo alla tavola” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’obiettivo del nuovo anno dovrà essere quello di garantire la trasparenza dell’informazione ai consumatori con l’obbligo di indicare la provenienza di tutti i prodotti alimentare per fare in modo che il valore conquistato dal Made in Italy sui mercati si trasferisca alle imprese agricole”.