Auto private, trasporto pubblico, bici: la nuova mobilità ingrana la marcia

Il futuro della mobilità sarà elettrico: auto, moto, scooter, biciclette e altri mezzi stanno convergendo sull’elettrone come carburante, mettendo fuori gioco le fonti fossili. “La Nuova Ecologia” dedica la storia di copertina di ottobre alla “Rivoluzione elettrica”, che negli ultimi mesi ha ingranato una marcia in più e che davvero può darci un futuro migliore. Il prezzo delle batterie al litio, quelle adatte alla mobilità perché capaci di unire leggerezza e alta capacità di accumulo, è sceso del 77% negli ultimi sei anni (nel 2010 era di 1.000 dollari per kW/h, nel 2016 è arrivato a 227) e si stima possano calare fino a 100 dollari per kW/h nel 2030.A “stracciare” i costi saranno inoltre le opportunità offerte dalle smart city: già oggi, le auto elettriche possono scambiare energia con la rete alla quale sono connesse. Le aziende del settore hanno già fiutato il vento: Volvo a partire dal 2019 produrrà soltanto modelli di auto elettriche e Toyota lancerà sul mercato la sua autovettura elettrica prodotta su piattaforma dedicata. Dal canto loro i governi di Francia e Gran Bretagna, sulla scia di quelli di Olanda e Norvegia, hanno annunciato che per il 2040 sarà vietata la produzione di automobili alimentate da carburanti tradizionali. In Italia? L’ad di Fca, Sergio Marchionne, ha dichiarato nei giorni scorsi che l’auto elettrica non è la soluzione per il futuro. Ed è un peccato che il sistema Paese lo segua, forse perché frenato dal gettito fiscale garantito dall’auto “fossile”, quei 42 miliardi di euro che ogni anno finiscono nelle casse dello Stato. Mancano infine serie politiche di sviluppo grazie alle quali, si stima, nel 2030 potremmo avere ben 9 milioni di autovetture elettriche in circolazione (il 24% del totale), mentre ai ritmi attuali saranno solo 3 milioni (il 9%). Anche se Enel annuncia programmi d’installazione di colonnine di ricarica per 30 milioni di investimenti.
Fra gli alti contenuti del mensile di Legambiente, una lunga intervista allo scienziato Stefano Mancuso, fra i “world changers” secondo il “New Yorker”, che dal Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale che dirige a Sesto Fiorentino lancia la sfida: “Se vogliamo continuare come specie, il nostro futuro deve essere vegetale”. Non parla di una dieta ma di qualcosa di molto più profondo, che interroga il modo stesso di costruire la società in cui viviamo.
Dopo la siccità estiva, l’Italia fa il punto con la siccità cronica. Un’inchiesta di “Nuova Ecologia” fotografa un Paese “assetato” dai cambiamenti climatici e da politiche di gestione poco lungimiranti.
L’autunno nelle aree terremotate prosegue, a rilento, con la consegna delle casette e la rimozione delle macerie. Ma le associazioni si rimettono in moto con la ricostruzione delle comunità. Alla quale partecipa, ormai da un anno, la raccolta fondi “La Rinascita ha il cuore giovane” promossa da Legambiente, Libera, Alleanza cooperative giovani, Alce Nero, Altromercato, Federparchi, Fondazione Symbola, che continua a distribuire fondi alle giovani imprese del territorio.

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