Anche al Sud il lavoro è digitale

Anche in una regione disagiata come la Calabria, gli studenti prossimi al completamento del ciclo di studi superiore pensano che l’evoluzione tecnologica avrà un impatto rilevante sul lavoro e sulle loro chance di trovarne uno. L’89,7% reputa che l’innovazione in corso sia destinata a favorirli sul mercato dal momento che i nativi digitali hanno conoscenze e competenze che saranno sempre più richieste dalle aziende. Anche le modalità di occupazione cambieranno in positivo: il 73,6% dei calabresi tra 16 e 18 anni pensa che le condizioni di lavoro miglioreranno, perché sarà possibile riuscire a conciliare meglio vita privata e professionale. E anche la propensione a fare impresa troverà con le tecnologie un nuovo impulso, grazie alle opportunità offerte dalle tecnologie e dalla rete nel promuovere la nascita di nuove imprese. L’immagine del futuro del lavoro «ad alta intensità di tecnologia» non è però tutto rosa e fiori. Una discreta quota di studenti (il 53,4%) pensa che sarà sempre più difficile nel futuro riuscire a conservare un lavoro, perché la rapidità del processo innovatore accelererà l’invecchiamento delle competenze. E un altro 52,3% pensa che un maggiore impiego di tecnologie sarà comunque destinato a sostituire il lavoro dell’uomo con effetti rilevanti sugli stessi livelli occupazionali.

Le chance occupazionali e la rete

Il 45,8% degli intervistati dal Censis ritiene la rete uno strumento oggi imprescindibile per alcune attività, mentre per il 9,9% il web rappresenta quanto di più reale e stimolante possa esserci non solo in termini di innovazione, ma anche come vettore di sviluppo della propria vita sociale, della propria carriera lavorativa, della comunicazione.
Il diffuso interesse che i giovani calabresi hanno mostrato di fronte alla possibilità di svolgere un lavoro in rete assume forme e caratteri ben precisi e si canalizza verso profili professionali determinati. Ben il 21,9% dei giovanissimi è interessato a svolgere in futuro un lavoro in rete perché ne è profondamente appassionato e con tutta probabilità cercherà di realizzare questa ambizione. Un ulteriore 15,9% non esclude a priori tale possibilità. Due i profili verso i quali converge il loro interesse: da un lato, la figura dello sviluppatore (24,9%), attualmente molto ricercata sul mercato del lavoro e ambita specialmente dai ragazzi (32,6%), dall’altro la professione del graphic designer (22,5%), che interessa di più le ragazze (44,5%).

Essere imprenditori in rete

La rete è forse la sola scintilla oggi in grado di riattivare il desiderio di mettersi in proprio, di indipendenza e creatività dei giovani più intraprendenti. Sono proprio i ragazzi che si dichiarano interessati a svolgere in futuro un lavoro in rete che appaiono molto più propensi a scrollarsi di dosso i timori e accettare la sfida del mercato: il 48,5% di questi è interessato ad avviare in futuro un’attività in proprio e cercherà di farlo.

Questi sono i principali risultati della ricerca «Verso il Lavoro 2.0. Creare valore con le competenze in rete» realizzata dal Censis con il contributo della Regione Calabria.